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La meteorologia spaziale - di Carlo Migliore (3Bmeteo)
Tecnologia & dintorni
Qualcuno potrebbe pensare che sia l'osservazione dallo spazio delle evoluzioni atmosferiche; fronti, perturbazioni, cicloni sub tropicali. Invece non ha nulla a che fare con quello che succede sulla Terra. La meteorologia spaziale è una scienza nata da poco ed ancora in fase di sperimentazione, essa è volta ad osservare, modellizzare e per quanto possibile prevedere le perturbazioni dello spazio interplanetario che possono in qualche modo influenzare la geosfera, ovvero quello spazio cosmico che contiene il nostro pianeta più la sua atmosfera e la sua magnetosfera.



Come si verifica una perturbazione solare.
Alcuni di voi avranno già sentito parlare del 'Vento solare', ovvero di quel flusso di particelle (protoni) provenienti dall'atmosfera solare che permea l'intero sistema planetario con intensità variabile sia nello spazio che nel tempo. Il vento solare, un po' come i venti che abbiamo sulla Terra, dipende in larga misura dalle perturbazioni solari. La sua forza varia a seconda di quanto è intensa una perturbazione.



Allora cosa sono le perturbazioni solari? Sono nient'altro che improvvise variazioni dell'intensità del flusso di protoni provenienti dal sole durante i 'brillamenti', le esplosioni più violente che avvengono sulla sua superficie. Queste esplosioni determinano delle specie di onde più alte (in un mare che può essere immaginato come costituito da un flusso di particelle abbastanza costante) che sono in grado una volta arrivate a destinazione di imprimere più energia nell'impatto.

 

La meteorologia spaziale studia e tenta di prevedere queste perturbazioni per prevenire i danni causati dal loro impatto sul sistema terrestre. Gli impatti più 'efficaci' sono quelli che avvengono nello spazio superiore tra la ionosfera e la magnetosfera ed hanno tutta una serie di implicazioni il cui effetto visibile e forse più innocuo, corrisponde alle famose aurore, boreali ed australi. Possono inoltre danneggiare alcuni componenti elettronici dei satelliti, come le cellule foto voltaiche, si stima (sottostima) che negli ultimi 5 anni i danni causati dalle perturbazioni solari ai satelliti terrestri ammontino ad oltre 500 milioni di euro. Possono disturbare le trasmissioni radio e televisive ma non soltanto. Poiché l'effetto più tangibile di queste perturbazioni è la creazione nella ionosfera di intense correnti elettriche, a volte anche di milioni di Ampere, i lunghi conduttori come gli elettrodotti, possono assorbirle restando danneggiati e provocare potenti black out come quello di 9 ore del 1989 che colpì il Canada orientale ed il New Jersey.


Ci sono poi forti influenze sulla telefonia cellulare e persino sul traffico aereo. Problemi che non riguardano le parti meccaniche degli aeroplani bensì i loro equipaggi. Nel caso di un volo con rotta polare, durante un intenso brillamento, la dose di radiazione assorbita da un passeggero può essere paragonabile a quella di più di 50 radiografie convenzionali. C'è addirittura chi sostiene che queste perturbazioni solari siano in grado di indurre nell'essere umano delle perturbazioni psichiche, causa di un aumento di suicidi o addirittura di favorire infezioni ed epidemie.

E veniamo infine all'influenza di queste perturbazioni sul clima terrestre, si sa ed è ampiamente documentato che le variazioni nel numero delle macchie solari, altro fattore che determina un aumento o una diminuzione dell'intensità del vento solare, hanno in passato determinato cambiamenti climatici importanti sul nostro pianeta. Per esempio il periodo di forte riscaldamento boreale tra il 1100 ed il 1250, quello in cui la Groenlandia era verde (da cui Green Land) ed in Inghilterra erano diffusamente coltivati olivi e viti, è coinciso con un massimo di attività solare. Mentre il periodo di forte raffreddamento tra il 1600 ed il 1700, con inverni molto rigidi ed estati fredde e piovose è coinciso con un minimo di attività solare.

La meteorologia spaziale diventa quindi non solo il mezzo per prevenire i danni legati all'attività delle perturbazioni solari, vista la crescente tecnologia satellitare delle trasmissioni e delle telecomunicazioni ma anche un ulteriore mezzo di studio dei cambiamenti climatici sul pianeta che a quanto pare non sono legati solo all'aumento dei gas serra.

Articolo di Carlo Migliore (www.3bmeteo.com)
Postato Sabato 19 aprile 2008 da kermit
 
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