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I modelli della AMT / ERTL
Modellismo

Anche se le ultime scatole di montaggio ispirate a Star Trek risalgono al ormai lontano 1996, la AMT/ERTL è storicamente la produttrice di modellini di astronavi più importante e nonostante non siano più in produzione, i suoi numerosissimi kit sono ancora largamente diffusi sia nei negozi di giocattoli che in quelli di modellismo. Sono anche facilmente reperibili nei mercatini, nei negozi specializzati ed in Internet. Come se non bastasse i prezzi, già originariamente onesti, non sono aumentati di molto e anzi molti negozianti desiderosi di liberare il magazzino li svendono per cifre simboliche (ho trovato l’Enterprise-E per 5 Euro).



Sembra quindi che la scelta cada obbligatoriamente su questa marca, anche se in realtà non è così, molte nuove e più piccole aziende infatti hanno da poco iniziato a produrre singole scatole di montaggio delle navi più importanti, per il momento, soprattutto in Europa, i kit della AMT/ERTL sono i più numerosi, facilmente reperibili e a buon mercato.

Il legame tra questa casa produttrice e Star Trek è di una natura indescrivibilmente forte, la AMT/ERTL ha infatti iniziato a produrre scatole di montaggio delle astronavi addirittura durante la prima messa in onda della serie originale negli anni ‘60.
Come se non bastasse, per ragioni pratiche la produzione della serie è ricorsa proprio ai modellini commercializzati dalla ditta americana per la realizzazione degli episodi. Proprio così, lo stesso modello che avete assemblato e che siete in procinto di assemblare è comparso nella serie come astronave! Insomma, non possiamo aspettarci una somiglianza migliore! Per esempio la Constellation dell’episodio La Macchina del Giudizio Universale, la Excalibur e la Lexington dell’episodio Il Computer che Uccide sono state tutte realizzate modificando il modellino in commercio della U.S.S. Enterprise.
Addirittura l’incrociatore klingon (o romulano ?!) D-7 è stato costruito originariamente proprio dalla AMT/ERTL sui progetti di produzione del grandissimo e compianto Matt, il disegnatore responsabile per la progettazione di tutti i set, di tutte le astronavi ed alcuni dei props comparsi nella serie. Una copia del modellino venne inviata agli studi della Desilu dove lo utilizzarono per tutte le riprese. Sarebbe come dire che prima è stato costruito il “souvenir” e dopo fotografandolo si è creata l’illusione dell’esistenza di un “monumento” !

Reintrodotti in catalogo nel 1991 per il 25° anniversario di Star Trek, sia il modellino dell’Enterprise, sia quello della nave D-7 sono stati prodotti dallo stampo dei kit originali prodotti negli anni ’60. Fino alla fine della collaborazione della AMT/ERTL con la Paramount nel 1996 queste due scatole di montaggio sono state prodotte e sono naturalmente state campioni di vendita. Ad affiancarle per completare l’offerta, sempre nell’ambito dei 25 anni sono stati prodotti i modellini della navetta Galileo II, dello sparviero romulano dall’episodio "La Navicella Invisibile", della stazione K-7, ed una specie di modello della bellissima Plancia dell’Enterprise, il set televisivo più caratteristico e famoso al mondo.
Questo modello è molto strano perché presenta la Plancia come fosse un set televisivo, con le pareti bidimensionali e una facciata soltanto. Per ottenere un modello completo della plancia è necessario acquistare una seconda scatola, modificare le due postazioni di ingegneria e controllo ambientale ed autocostruirsi la piccola postazione di monitoraggio dei sottosistemi, per intenderci quella a sinistra dello schermo, sulla quale s’illuminava la scritta “Red Alert”. Il risultato finale è comunque molto soddisfacente e permette parecchi voli di fantasia.
Dalla fine degli anni ’60 al 1987 la AMT/ERTL non ha prodotto modelli di Star Trek dedicandosi, nel ramo fantascientifico del suo vasto catalogo, ai modelli di Star Wars, la più vasta gamma di modellini di fantascienza mai esistita.

Nel 1987 Gene Roddenberry e i dirigenti della AMT/ERTL decisero di riprendere la fortunata collaborazione sperimentata nel corso della prima serie di telefilm. A pochi mesi dalla presentazione sugli schermi di Star Trek: The Next Generation infatti uscì il modello dell’Enterprise D e nel corso della seconda stagione il set contenente il Bird of Prey klingon, il Marauder dei ferenghi e il Falco da Guerra romulano. Purtroppo ognuna di queste navi risulta troppo piccola e nessuna è nemmeno in scala con le altre, ma questa è una questione che spiegerò più in la.
La AMT/ERTL, spinta dal successo di TNG, iniziò così la produzione di una scatola di montaggio per quasi ogni astronave comparsa nella saga. Con l’uscita del sesto film vennero prodotte l’Enterprise A (il modellino è comparso anche come soprammobile in TNG), l’Excelsior e l’incrociatore klingon. Il modello dell’Enterprise C e dell’incrociatore da battaglia klingon di TNG vennero rilasciati in concomitanza degli episodi che li presentavano.

Il modello della Reliant uscì nel 1992 accompagnato da diversi set, quello delle tre Enterprise (Enterprise, Enterprise A ed Enterprise D), quello delle navi della prima serie (Enterprise, incrociatore klingon e sparviero romulano). Vennero anche rilasciate edizioni speciali delle diverse Enterprise già pronte per l’illuminazione di alcuni oblò tramite fibre ottiche incluse nella confezione.

Con l’uscita nella allora nuova serie che prometteva di portare oltre la qualità e il successo di TNG, Deep Space Nine, la AMT/ERTL si assicurò i diritti e propose il modello della stazione Deep Space Nine, uscita anche in versione da illuminare con le fibre ottiche, il modello del Runabout e dell’incrociatore cardassiano. Nessuno di questi modelli comunque riuscì a conquistare i modellisti e ancora oggi si tratta dei modelli meno prodotti ma ancora più facilmente reperibili.

Nel 1994 in concomitanza con Generazioni vennero prodotte una nuova versione dell’Enterprise D e finalmente dopo dieci anni di attesa il Bird of Prey klingon, in assoluto la nave preferita dai fan ma soprattutto dai modellisti. Nonostante la nuova scatola, l’Enterprise D è lo stesso modello prodotto a partire dal 1987.
Il modello del Bird of Prey, giudicato da molti il miglior modello prodotto per esattezza dei dettagli e qualità dei pezzi, divenne ben presto un best seller.
Mentre l’insuccesso dei modellini ispirati a DS9 aveva convinto la AMT/ERTL a rinunciare ai diritti sull’altra nuova e promettente serie, Voyager, dato l’incredibile successo del Bird of Prey la casa produttrice decise di prolungare il contratto con la Paramount per produrre i modelli del prossimo film, Primo Contatto, e della nuova nave legata a DS9: la Defiant che uscì come ultimo modello ispirato ad una serie di Star Trek.

Il 1996 rappresenta l’ultimo anno della storica collaborazione tra la AMT/ERTL e Star Trek, gli appassionati più cinici parlavano gia allora di “abbandonare la nave che affonda”, ma in effetti fu proprio quello che accadde. La Paramount fornì in ritardo le specifiche per la produzione dei modelli dell’Enterprise E e della sfera borg e non ci fu un’efficiente coordinamento tra l’uscita del film e delle scatole di montaggio. Le vendite soffrirono sia di questo disguido, sia del fatto che il film era molto incentrato sui personaggi e non aveva saputo presentare e mostrare degnamente la nuova Enterprise E.

Insomma, 30 anni di collaborazioni non sono pochi, e infatti sono stati introdotti sul mercato numerosissime scatole di montaggio per modelli che sono andati via via migliorando sia per qualità delle parti che per l’esattezza e nitidezza dei dettagli.
Tutti i kit sono costituiti da pochi pezzi di plastica che solitamente combaciano abbastanza bene, salvo eccezioni non rare dovute ad errori di fabbrica. E anche contenuto un foglio con applicate tutte le decalcomanie raffiguranti alcuni dettagli o decorazioni, le insegne e i loghi. Inoltre in ogni scatola è contenuto un ampio e ben illustrato manifesto completo di istruzioni di montaggio, schemi di pittura e per l’applicazione delle decalcomanie e un introduzione sulla nave riprodotta.
I modellisti esperti possono trovare nei modelli della AMT/ERTL ore di buon divertimento dove è possibile praticare e perfezionare ogni tipo di tecnica utilizzata in tutti i tipi di modellismo statico, sia per quel che riguarda il montaggio e l’eventuale correzione dei pezzi o dei dettagli, sia per quel che riguarda la colorazione.
Ma soprattutto i modellisti novizi possono trovare in questi modelli la possibilità di imparare le basi di montaggio e colorazione di un modello sperimentando anche diverse tecniche per trovare un proprio percorso e modo. Io per esempio ho mosso i primi passi nel modellismo proprio con le astronavi di Star Trek. Addirittura nei primissimi esperimenti, dopo aver assemblato i pezzi mi limitavo a dipingere le parti come motori, ecc. che presentavano una colorazione diversa da quella della plastica stessa. Con il tempo ho cercato di migliorare costruendo nuovi modelli e tornando sempre su quelli vecchi per sperimentare le tecniche di cui leggevo o sentivo parlare.
Insomma, i modelli di Star Trek della AMT/ERTL sono belli da vedere sia che siano semplicemente montati o che siamo perfezionati e decorati con maestria nei minimi dettagli.

Ma ci sono anche delle critiche da muovere nei confronti di questi modelli, non molte a dire il vero, ma è giusto parlarne. Innanzitutto la critica principale è la scala dei modelli, infatti ne sulla scatola, ne sul manifesto d’istruzioni (è proprio un manifesto, ne un foglietto ne un libretto) è indicata la scala in cui la nave è rappresentata, e come se non bastasse nessuno dei modelli è in scala con gli altri o segue una logica in quel senso. Diversi appassionati si sono dati da fare per calcolare la scala dei modelli per scoprire che ogni modello ha una scala differente e apparentemente inspiegabile del tipo 1:879 o 1:435, e così via. In realtà è molto più semplice considerare le dimensioni del modello finito, infatti per quel che posso intuire tutti i modelli prodotto sono stati “scalati” per essere di dimensioni simili, solitamente infatti tutti i modelli misurano circa tra i 30 e i 40 cm di lunghezza. Una scelta dettata dalla praticità, ma che sicuramente avrebbe dovuto essere affrontata con un minimo di coerenza.
La seconda critica mossa è la presenza di grossi errori nei piccoli dettagli come per esempio l’angolo d’attacco dei piloni dei motori a curvatura, il numero di striature all’interno del deflettore o la profondità dei solchi che attraversano la sezione ingegneria, ecc. Alcuni di questi errori, soprattutto i più vistosi, possono essere facilmente corretti con i normali strumenti a cui il modellista deve sempre affidarsi, taglierino, fogli di plasticard, carta abrasiva e mastice plastico. Per altri difetti, che onestamente parlando devono essere proprio cercati con la lente, o ci si arma di pazienza e si investono decine di ore a ricostruire interamente i pezzi “incriminati”, altrimenti si fa finta di niente e appena abbandonata la lente i difetti svaniscono.
L’ultima critica riguarda i difetti di fabbrica dei pezzi, non raramente infatti alcuni pezzi risultano in qualche modo deformati a causa di errori nella rimozione dallo stampo durante la fabbricazione. Solitamente dei pezzi sono allungati, o appiattiti, o allargati o addirittura imbarcati per cui anche qui è necessario ricorrere ai propri attrezzi per modificare i pezzi ed effettuare tutte le aggiustature necessarie.

Martino Sulmoni per WebTrekItalia
Postato Lunedì 22 settembre 2003 da Martino
 
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Re: I modelli della AMT / ERTL (Voto: 1)
da ciobin - Giovedì 27 gennaio 2005
(Info Utente )
Ciao, volevo saper se il modello STAR TREK ASTRONAVE KLINGON DA CACCIA AMT/ERTL

è fatto bene.

Su eBay è al momento al prezzo di 10 euro.

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