Una doverosa premessa
Quanta italianità esiste nell’universo di Star Trek? La risposta e’ desolante:
poco, o meglio, nulla.
Siamo di fronte ad un’ennesima colonizzazione culturale americana? Per fortuna, no
Il successo “mondiale” della più lunga serie fantascientifica della storia
deriva soprattutto dall’affermazione di valori etici sovranazionali, a partire
dal concetto della “Federazione dei Pianeti Uniti” (l’O.N.U. dello spazio) per
arrivare alla ricusazione della violenza se non come forma ultima per la
risoluzione dei contrasti (sic).
Resta però innegabile (sebbene sia possibile intuire nei tratti emotivi del
cuoco di bordo dell’astronave Voyager , tracce del carattere latino) niente
Italia in Star Trek.
Allora proviamo a vedere la cosa da una diversa prospettiva: quale e’ il
rapporto degli italiani con la saga dell’Enterprise, di Spock, del capitano Kirk
e di tutto il pantheon di eroi spaziali?
Per fare questo ci siamo avvalsi della “consulenza” di uno dei personaggi più
riusciti della nostra letteratura e cinematografia recente: il commissario
Montalbano.
La scelta e’ stata fatta anzitutto per la grande stima e ammirazione che
dobbiamo al suo autore, Andrea Camilleri, e poi per la simpatia, intelligenza e
umanità del commissario di Vigàta (se volete saperne di più sull’argomento vi
consigliamo una visita al sito www.vigata.org) che rappresenta forse i migliori
tratti dell’italianità.
Non fatevi fuorviare dall’uso del dialetto (a parte il fatto che se qualcuno si
e’ preso la briga di imparare il klingon, comprendere qualche termine siciliano,
anche senza il traduttore universale non sarà un’impresa impossibile) perché i
lettori tutti di Camilleri concordano nell’apprezzare i divertenti scambi di
battute. E del resto, in un mondo che punta alla globalizzazione, i dialetti,
quali essi siano non importa, fanno ancora parte della storia nostra nazionale,
al pari degli usi, dei costumi e delle cucine regionali.
Montalbano insomma rappresenta un’Italia pragmatica, onesta ed intelligente e lo
vedremo alle prese con un caso da risolvere e nel contempo alla scoperta di una
serie televisiva fantastica., appunto “Star Trek”.
Concludo dicendo che si tratta di un gioco, di una impresa assolutamente
amatoriale e senza fine di lucro, scritta con il massimo amore e rispetto per
Andrea Camilleri e per Gene Roddenberry.
Certo, se non dicessi che l’autore del racconto e’ Claudio Chillemi qualcuno
potrebbe pensare di trovarsi di fronte ad un originale inedito…
Buona lettura!
Giancarlo Manfredi